Antonio Della Marina

 

   
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biography


antonio della marinaAntonio Della Marina (1969) is an Italian electronic composer and sound artist, who for several years has focused on working with sinusoids. Clearly influenced by the minimalist avant-garde of the American east coast in the sixties and seventies, his work exploits the physical properties of sounds and their relationship with human perception and space.
Della Marina uses mathematical abstractions and custom built sound generators to shape his compositions which are offered in the form of sonorous sound sculptures.
Since 1998 he has been active in sound art through concerts, lectures and sound installations, he has exposed his music in art galleries and international festivals all around Europe.



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press


"Un viaggio sensoriale di grande efficacia. Uno dei ricercatori e soundmaker pił interessanti dell'attuale panorama".
- Il Gazzettino -


"The music breaths an overall calmness, as if the external world has no influence. Peaceful and sophicticated".
- Paul Bijlsma -


In the work of an honest composer, his true personality will always shine through. Which is why Antonio della Marina hasn’t even tried to present himself as someone he isn’t, admitting his “naturally slow disposition” right away in the booklet introduction to “Fades”. In fact, this disc represents his very first release and compared to the statistics of acts like who have managed to publish their music faster than the average consumer can possibly digest, the results of his seven-year plan do look quite meager. That is, until you actually start listening.
- Tobias Fischer -


L'ascolto attento delle sue opere apre la percezione su un mondo di grande fascino. Pare di immergersi in una sorta di 'alea ragionata' a cui l'ascoltatore deve abbandonarsi senza pregiudizi riscoprendo il piacere del suono puro. L'aspetto estetico è particolarmente convincente e potente perché il materiale sonoro scaturisce da un costruire scientifico e creativo ad un tempo. Una genesi sonora che potrebbe essere raccolta nel termine di "Musica sensoriale".
- Marco Maria Tosolini -


"L'ascolto richiede molta pazienza (soprattutto per chi non bazzica per i territori ambient), ma una volta superata la barriera della mezz'ora il drone si impossessa di noi e non ci lascia più".
- Marco Braggion -


poetica


I use to call "fades" almost all of my audio production from this late years. I understand it is kind of confusing because of its different versions: fades the sound installation, fades the CD, fades the live performance and the online project too.
I call it so because its main character resides in a continuous slightly changing process, like an endless crossfade loop in which it's impossible to determine whether a new section starts or ends. Other elements in common are an intensive use of digital oscillators and the important role played by numbers, which serve as basis for the harmonic structure and the rhythmic developement of audio flux. Basically its generative process rises from interpolating between various waveforms (sinusoidal, square, sawtooth, random and their combinations) applied recursively to pitch, power, phase and spatial distribution of signals. Starting from few simple source elements it is possible to achieve a wide range of soundscapes.
As a matter of fact, beside of my technical approach, fades remains to me an open field of exploration into sound in which I like to get lost. Expecially when driven by live manipulation it is not predeterminate, rather it's an improvvisation session thus enriched by fertyle guests such as randomness or site specific resonances.
Unexpected is welcome, I wouldn't offer a music that doesn't surprise me in the first place.



Elettronico il mezzo elettroacustico il linguaggio

«Le forme di oscillazione che utilizzo nei miei brani sono derivate dalla fisica acustica: onde quadre, sinusoidali, a dente di sega, casuali, più le forme derivate dalle loro combinazioni.
A partire da questo materiale grezzo, mi incarico di organizzare i parametri che determinano su scala micro-strutturale l'elemento timbrico ed armonico, su quella macro-strutturale il "ritmo" e lo sviluppo stesso del flusso sonoro.
Entrambi i livelli sono supportati da una serie scelta a priori di rapporti di frequenza calcolati in base alle leggi degli armonici naturali che controllano sia la consonanza delle note (altezze) scelte, sia il volume e la distribuzione spaziale di ogni traccia.
L'elemento basilare della sintesi digitale - la forma d'onda calcolata matematicamente punto per punto - fornisce dunque materia e forma alla risultante sonora.
La programmazione del software è parte integrante ed essenziale del processo creativo.
L’esecuzione dal vivo non è il frutto di un calcolo rigorosamente predefinito, ma si arricchisce della componente "qui ed ora" tipica dell'improvvisazione.
E dei due elementi fertili per eccellenza: il caso e l'errore».



In altre parole

Nel 1999 stavo sperimentando alcuni sistemi alternativi di accordatura e cominciai ad elaborare al computer una serie di strutture armoniche derivanti da rapporti matematici accuratamente calcolati. Per semplicità decisi di utilizzare i segnali sinusoidali, perché facili da generare, assolutamente costanti e privi di armonici. Sono la forma più semplice di vibrazione e probabilmente quella più tipica e propria delle macchine.
Scoprii nel giro di poco tempo che a dispetto della loro povertà timbrica, se accuratamente combinati questi suoni potevano dar luogo ad interessanti ed inaspettati effetti di tridimensionalità. Reiterando su varia scala i pochi ed elementari parametri a disposizione (frequenza, durata, fase, e forma d'onda) costruivo macrostrutture sempre più stratificate con esperienze di ascolto sorprendenti. La sperimentazione rivelava continuamente nuove prospettive e si stava via via trasformando in un'eredità importante: la capacità di concepire la musica su basi algoritmiche, ovvero la necessità di elaborare al computer programmi capaci non solo di gestire la riproduzione o il trattamento digitale dei suoni (campioni), ma anche di generarli e di organizzarli secondo logiche adeguate.
Dal computer come mezzo per semplificare e memorizzare una serie di calcoli ad un vero proprio strumento musicale con un suo linguaggio specifico.
Ho dedicato questi ultimi anni ad approfondire questo aspetto e a costruire software capaci di intervenire sui parametri del suono che voglio controllare. Oggi durante i concerti posso finalmente seguire il processo di ciò che faccio fin dai livelli più bassi.
Attraverso l'elaborazione al computer la cellula di partenza segue un'evoluzione continua e graduale, ogni punto dello sviluppo è strettamente legato a ciò che lo ha generato e padre di ciò che evolve da esso.
L'esperienza che mi lega a questo progetto ha quasi assunto i toni di una dipendenza fisica. La mia naturale predisposizione alla lentezza ha trovato in questa forma di esplorazione del suono un campo percettivo aperto di cui non vedo ancora il confine.



externals


15 questions to Antonio Della Marina
Tokafi web magazine. Thanks to Tobias Fisher.


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